

79. La guerra civile spagnola e le potenze europee: l'ipocrisia
del non intervento.

Da: R. A. C. Parker, Il ventesimo secolo, primo,  Europa 1918-
1945, in Storia Universale Feltrinelli, Feltrinelli, Milano, 1969.

Allo scoppio della guerra civile spagnola, i paesi europei
sottoscrissero un accordo per il non intervento, impegnandosi a
non fornire aiuti a nessuna delle due parti. In realt si tratt
di un intesa puramente formale, che ciascun paese sottoscrisse per
salvaguardare i propri interessi; infatti Germania e Italia
inviarono uomini e mezzi a sostegno dei nazionalisti, senza che
gli altri paesi facessero niente di concreto per ostacolarli.
Venne cos messa in atto quella che, come ricorda nel seguente
passo lo storico R. A. C. Parker, i contemporanei chiamarono la
farsa del non intervento.


La diplomazia della guerra civile girava attorno al non
intervento. Per iniziativa francese, tutti i paesi d'Europa
dichiararono che non avrebbero aiutato nessuna delle due parti
nella guerra di Spagna e a Londra fu costituito un Comitato per il
non intervento per controllare l'applicazione di questo principio.
Il Comitato si mantenne per tutta la durata della guerra. I suoi
successi possono essere misurati dalle asserzioni contenute in un
memorandum del ministro degli Esteri tedesco, del dicembre 1938:
Perch Franco possa vincere la guerra,  necessario che le unit
volontarie che combattono per lui nella Spagna nazionalista
vengano mantenute, che la loro capacit combattiva sia conservata
grazie a regolari rafforzamenti e che Franco venga aiutato con
materiale bellico [...]. Noi non dobbiamo permettere che il
Comitato per il non intervento si dissolva. [...] Noi dobbiamo
piuttosto cercare di conservare il Comitato come strumento per
dare a Franco un appoggio diplomatico e legare le mani alla
politica francese e inglese nei riguardi della Spagna. Ognuno
desiderava che il Comitato per il non intervento continuasse a
esistere, anche se esso non impediva l'intervento. La chiave di
tutto era la Francia: i governi francesi avevano bisogno
dell'esistenza del Comitato come scusa per sfuggire alle richieste
del paese di un intervento su larga scala. Gli Inglesi lo volevano
perch salvava dai guai i Francesi e quindi loro stessi. Gli
Italiani finirono per accettarlo volentieri, perch permetteva ai
Francesi di non intervenire pur lasciando l'Italia stessa, in
pratica se non in teoria, libera di farlo senza rischiare una
guerra pi vasta. I Tedeschi erano favorevoli perch puntavano
sulla vittoria di Franco e perch il Comitato rendeva possibile
l'intervento degli Italiani (n Hitler n Mussolini erano disposti
a rischiare una guerra su grande scala per amore di Franco).
Persino i Russi lo accettavano, forse perch temevano che se
fossero usciti dal Comitato sarebbe ripresa una collaborazione
contro di loro fra le quattro potenze occidentali. Il Comitato era
molto attivo. Qualche volta riusciva persino a raggiungere accordi
(specialmente nei momenti in cui Franco sembrava sul punto di
vincere comunque) sulla fine dell'invio dei volontari o persino
sul loro ritiro - accordi che venivano poi sabotati al momento di
metterli in esecuzione. I contemporanei chiamarono tutto questo
processo la farsa del non intervento.
